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Le testimonianze artistiche

Le prime attestazioni dell'esistenza della Parrocchiale di Sant'Egidio risalgono al 1323: si tratta però di un edificio differente dall'attuale, che sorge nel punto in cui sino al principio del Settecento era la Chiesa della Santa Croce.
Le condizioni di quest'ultima dopo il passaggio dei francesi erano assai critiche: venne allora decisa la costruzione di una nuova chiesa da intitolare al santo patrono.
I lavori, iniziati nel 1738, vennero affidati al Nicolis di Robilant, il cui progetto però venne abbandonato per mancanza di fondi.
Dopo un periodo di incertezza i lavori furono allora affidati al padre Romualdo, priore della Chiesa di San Pancrazio, che aveva già realizzato altre opere nella zona (fra cui la facciata della Chiesa di San Sebastiano a Druento).
I lavori si svolsero sotto il patrocinio dei conti Vignati, i quali fecero porre il loro stemma sull'altar maggiore.
Nel 1887, per venire incontro alle esigenze della popolazione, la chiesa venne ampliata con la costruzione di due cappelle laterali all'altar maggiore.

L'antico Castello, del quale negli anni Trenta era ancora visibile un torrione, a partire dal Cinquecento era stato progressivamente trasformato in dimora signorile, e si sa che nel XVIII secolo vi erano stati realizzati dei vasti giardini alla francese.
Perso il carattere di dimora signorile dopo il 1870, nel Novecento è stato trasformato il casa privata frazionata in alloggi.
Alla struttura difensiva della "Villanova" apparteneva anche il campanile della parrocchiale (inizialmente un torrione d'avvistamento), abbattuto per esigenze di viabilità negli anni sessanta.
Dalla fine degli anni Settanta la popolazione del comune ha conosciuto, in virtù soprattutto della vicinanza con Torino, un forte incremento, giungendo sino a triplicare la propria entità numerica.

La principale risorsa economica del centro è stata sempre rappresentata dall'agricoltura, a proposito della quale va segnalata la scomparsa delle vigne nel decennio precedente l'ultimo conflitto mondiale. A partire dagli anni Cinquanta parte crescente della popolazione ha trovato impiego nelle industrie di centri vicini.